Home Approfondimenti Bella Italia, il turismo perduto

Bella Italia, il turismo perduto

Le spiagge di paesi esotici, come la Thailandia o le Maldive, appaiono come veri e propri paradisi terrestri, che però vale forse la pena di guardare sotto la superficie patinata e apparentemente felice. Mete ambitissime, e ormai facilmente raggiungibili, da schiere sempre maggiori di turisti, italiani soprattutto. Quella che vediamo, però, è solo una fotografia di maniera, ancora vera, ma vecchia: una volta era così, ma oggi le cose sono cambiate e cambiamo rapidamente, con una sequenza che è facile prevedere e che ha già investito i paesi di turismo tradizionale come il nostro.

Quando l’Italia era povera ma bella
Anche l’Italia degli Anni Sessanta era un paradiso, sebbene non tropicale. Faceva comunque caldo, specialmente quando ci si spingeva in Sicilia nelle interminabili giornate di scirocco estivo, e gli stranieri trovavano da noi un clima più che mite, mare trasparente, cibo genuino e una sterminata quantità di tesori storici artistici e monumentali. Se facciamo eccezione per questi ultimi, le mete esotiche degli Anni Novanta e l’Italia degli Anni Sessanta si assomigliano molto, perché obbediscono alla stessa legge del turismo mondiale, quella che prima lancia i paesi emergenti nell’orbita dello sviluppo, poi li precipita nell’abisso del cemento e della disgregazione sociale.

Questa legge parla chiaro: a una prima fase pionieristica - in cui pochi avventurosi esploratori si concentrano solo su mare e eventuali monumenti - segue la fase dell’infrastrutturazione, che consente a numeri ancora contenuti di turisti, comunque volenterosi, di sobbarcarsi lunghissimi viaggi in sistemazioni ancora approssimative, ma di trovare cortesia senza fine, ospitalità e una natura ancora praticamente intatta.

La Sardegna prima della Costa Smeralda o l’isola d’Elba quando ancora erano attive le miniere: la ricchezza si diffonde fra gli abitanti che sono ancora principalmente contadini o minatori e solo in seguito affittano una camera o due e preparano da mangiare in ambienti comuni. In una fase ulteriore l’infrastruturazione incrementa: raggiungere il posto è sempre più facile e i charter cominciano a vomitare migliaia di turisti. Gli alberghi crescono di qualità, ma soprattutto di numero, fino a negare la vista della costa e la qualità ambientale decresce vistosamente. Ma ancora si trovano luoghi intatti, e basta fare pochi passi per scegliere angoli incantevoli: la costa appena a sud della Costa Smeralda, in Sardegna, o le spiagge orientali della Thailandia, dove grappoli di bungalow costituiscono resort ancora compatibili e che magari fanno vanto di alcuni comportamenti ecologicamente corretti.

Alla riconquista di ciò che non ha prezzo
Questi paesi si trovano oggi però allo stesso bivio in cui si è trovata l’Italia: o incrementare l’infrastrutturazione a scapito della qualità del soggiorno o fermarsi a riflettere e cambiare modello di sviluppo, come si è fatto a Palma di Mallorca dopo la fase orgasmica di costruzioni di grandi alberghi degli Anni Ottanta, oggi in parte ridimensionati per riconquistare l’unica cosa che non ha prezzo, lo spazio di pregio. O come non ha fatto l’isola di Capri, che regge ancora economicamente solo per via del blasone e delle attività fuori stagione, ma deve chiudere la Grotta Azzurra per inquinamento, o l’isola d’Ischia, che è diventata un inferno impossibile da vivere, con centinaia di migliaia di turisti, costruzioni anche abusive dovunque e un ambiente naturale semplicemente irrintracciabile, se non nelle ville patrizie.

A quel bivio l’incremento delle infrastrutture non porta più ricchezza diffusa, ma solo concentrazione di denari in capitali stranieri e infiltrazioni malavitose. Quei paesi, oggi, possono ancora scegliere, magari imparando dai nostri errori. A noi toccherebbe di fare un passo indietro.

 

Seleziona un paese

Curtatone

Partner

aikal

Mantova Bed and Breakfast - B&B - B & B - Affitta Camere: la migliore ospitalità in famiglia a Mantova e provincia - info@mantovabedandbreakfast.it - Mantova Link

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web il visitatore dichiara di accettare e acconsentire utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso espressi in questa pagina.

Dichiaro di accettare utilizzo dei cookies per questo sito.